Dalla Parte delle DONNE

Cosa significa essere “dalla parte delle donne” nell’era social?

Non basta cambiare l’immagine del profilo nella Giornata della Donna per essere dalla parte delle donne, non basta fare una story con belle immagini, o video emotivi che ci facciano riflettere per qualche minuto.
E specialmente non basta, per dei candidati politici, farsi dei selfie in piazza di fianco ad un banchetto di attivisti dei diritti femminili.

A livello globale, le donne rappresentano il 40 per cento della forza lavoro di mercato, ma svolgono da 2 a 10 volte in più rispetto agli uomini attività domestiche e di cura non retribuite.

Una su tre sperimenta una forma di violenza fisica o sessuale durante la vita.

Ogni giorno sono ancora più di 500 le donne e le ragazze che nei paesi in situazioni di emergenza muoiono durante la gravidanza e il parto per la mancanza di personale sanitario qualificato e aborti non sicuri.
Circa 800 milioni sono state spose bambine. Almeno 200 milioni di ragazze e donne che vivono oggi in 30 paesi hanno subito mutilazioni genitali; di queste circa 44 milioni sono bambine e adolescenti con meno di 14 anni ed entro il 2030 rischiano di raggiungere i 68 milioni se non aumenterà l’impegno per fermare la pratica (rapporto sullo stato della popolazione nel mondo-Fondo per la popolazione delle Nazioni Unite-Unfpa).

A bassa voce diciamo: per fortuna non abitiamo in paesi in situazioni di emergenza, per fortuna siamo in Europa, in Italia.

Ma anche in Italia, anche oggi, l’argomento della tutela dei diritti delle donne è molto attuale e molto difficile da affrontare. Anche nel nostro angolo di mondo “evoluto” purtroppo ci ritroviamo a parlare di CRIMINI CONTRO LE DONNE.
Negli ultimi 50 anni “sono stati fatti notevoli progressi per la salute e i diritti sessuali e riproduttivi. Nonostante ciò, centinaia di milioni di donne ancora oggi affrontano barriere economiche, sociali, istituzionali e di altro tipo, che impediscono loro di prendere decisioni sul proprio corpo e sulla propria salute” (Associazione italiana donne per lo sviluppo-Aidos).
Ogni barriera che una Donna deve superare è un CRIMINE nei confronti della sua libertà e della sua persona. Questi abusi assumono forme diverse ma sempre critiche, e quelle che citeremo non saranno sicuramente esaustive:

  • il sessismo nell’ambito lavorativo
  • le differenze retributive tra donne e uomini
  • il diritto all’accesso al lavoro part-time
  • i diritti della lavoratrice in maternità
  • la conservazione del posto di lavoro al ritorno dalla maternità
  • il ruolo della donna limitato alla capacità riproduttiva e genitoriale
  • il diritto alla vita della donna incinta, messo in contrapposizione a quello del feto
  • il diritto all’aborto
  • la mancanza di un numero adeguato di medici non obiettori
  • le donne costrette a rivolgersi alla sanità non legale
  • il ricatto sessuale, il revenge porn e il cyberbullismo
  • le molestie fisiche e psicologiche
  • la violenza nell’ambito familiare e casalingo
  • lo stupro, da parte di estranei e dentro l’ambito familiare
  • il diritto all’autodeterminazione

Se tutto questo però, continuerà a venire minimizzato, se una donna in fondo “se l’è cercata”, se il collega “è stato frainteso”, se “le tempeste emotive confondono le donne”… allora ogni volta che leggiamo di una donna abusata, violentata, derisa, messa alla gogna sui social, ghettizzata sul posto di lavoro o privata delle giuste opportunità, significa che c’è ancora molto da fare.
Perché ciò che occorre è EDUCARE gli uomini, le donne non vicine a questa comprensione, le persone in generale, ma soprattutto le istituzioni responsabili della difesa dei diritti di tutti i cittadini, a riconoscerne i diritti.

Quindi quando parliamo di diritti, quando immaginiamo un mondo migliore per noi e le generazioni future, quando pensiamo alla nostra libertà, allora ricordiamoci di non calpestare i diritti altrui, perché un mondo migliore è quello in cui tutti si sentono liberi di esprimere le proprie potenzialità, di pensare, di muoversi…insomma stiamo parlando di una SOCIETÀ CIVILE. C’è ancora tanto da fare! Ecco perché il tema dei diritti delle donne non può essere ricordato soltanto una volta all’anno, ma è importante ricordarlo anche oggi, e tutti i giorni.

Ecco perché un rappresentante politico deve farsi carico di tutti questi problemi con la dovuta attenzione, sensibilità, impegno e senso civico. Io mi candido anche per questo.

Oggi voglio ricordare le donne, tutte quante, quelle giovani, meno giovani, quella sposate, quelle no, quelle con figli e quelle senza, quelle che lavorano e quelle che un lavoro lo cercano, quelle che stanno lottando contro una malattia, quelle che hanno subito violenza…
Insomma tutte le donne, che lottano tutti i giorni nel perseguimento della propria realizzazione.

Tutti i giorni è la giornata della donna, voglio ricordarlo a tutti.

Grazie a tutte.