L’AMORE DEI CANI NON È IN VENDITA.

In campagna elettorale tutto è possibile e anche gli animali possono rientrare tra le promesse elettorali. Oggi però la merce di scambio è rappresentata dai cani, e neanche tutti, solo quelli “più fortunati” tra i tanti trovatelli, quelli cioè che vengono raccolti presso il canile comunale di Ferrara.

Si parla di esenzione dalla Tari per coloro che decideranno di adottare un cane da tale singolo canile. L’adozione di un animale – cane, gatto, o altro – è un gesto d’amore, che non viene compiuto in cambio di un incentivo. Inoltre, non è possibile dedicare incentivi all’adozione dalle sole strutture comunali, fingendo di dimenticare che la Lega del Cane gestisce un’altra importante struttura a Ferrara ed etichettando così animali di serie A e di serie B. Qual è il senso di tenere pieni gli altri canili per svuotarne uno solo? Una vera campagna contro gli abbandoni, o si fa o non si fa. Ancora, non è possibile escludere i gatti a cui A Coda Alta dedica tempo e energie. E così via potremmo citare le molte associazioni che si dedicano sul nostro territorio alla protezione degli animali.

Con questo, non vogliamo ignorare i costi e le difficoltà connessi al possesso di un animale da compagnia. Vogliamo piuttosto evidenziare che una politica per l’accoglienza e la protezione degli animali non deve essere frutto di un’improvvisazione elettorale dai toni eclatanti, ma deve piuttosto essere impostata con criterio, secondo un sistema di servizi ed incentivi strutturato in modo coerente e comprensivo dei diversi aspetti coinvolti.

Si possono ad esempio prevedere aiuti economici per coloro che decidono di adottare un trovatello, ponderando sgravi fiscali sulla base delle spese veterinarie eventualmente sostenute.

Si devono inoltre considerare le oggettive difficoltà di gestione di un animale su un territorio che, come il nostro, ha registrato in questi anni l’insediarsi di un vero e proprio “apartheid” dei cani. Una famiglia che sceglie di adottare un cane, dove potrà portarlo a spasso? Praticamente da nessuna parte, i divieti sono ovunque. Non possiamo confondere il diritto al benessere dell’animale con risicate aree di sgambamento, obbligando i proprietari a insensate trasferte da una parte all’altra della città alla ricerca di una zona pet-friendly.

Il progetto UN MARE ANCHE PER ME, di cui sono referente e che contempla una proposta di legge regionale per l’accesso dei cani in spiaggia, sta lavorando sull’area balneare proprio per cominciare a garantire questi diritti. E questo progetto si potrà traslare sul nostro territorio comunale e provinciale, per permettere e regolamentare l’accesso dei cani in aree più estese e con criteri adeguati.

È da passi concreti come questi che i canili e le associazioni possono incentivare le adozioni. Quando una persona, una famiglia percepirà la presenza di servizi a sostegno del suo desiderio di accogliere un animale domestico e di gestire le sue esigenze quotidiane, allora avremo vinto la sfida di formulare ed attuare una politica per gli animali comprensiva e coerente. Questo è amore vero e concreto per gli animali.