La movida ferrarese è un must …

Negli ultimi anni, per varie cause/congiunture, si è molto ridimensionata.
Recentemente una timida ripresa sembra essersi avviata.

Alcune cose si possono introdurre , pubblicherò fra qualche settimana ulteriori mie proposte per far sì che torni almeno com’era.
Anche la night life può contribuire al rilancio turistico/economico della città.
Alle attività va dato modo di esprimersi al meglio verso la propria clientela. Non dimentichiamoci che anch’esse assumono personale e danno del lavoro, specialmente ai giovani.
Va pensata, però, da chi la vive da molti anni ed in primis conoscerne le varie dinamiche, specialmente quelle negative … quali disturbo delle quiete pubblica.

Si può convivere con una “buona movida” se le regole sono chiare e nel rispetto di tutti.

Si potrebbe istituire un “VIGILE GIOVANILE“. Potrebbe vigilare fra le varie vie del centro , affinché ci si possa divertire senza disturbare i residenti. Già alcuni locali del centro hanno adottato questo metodo, a spese loro.
Inoltre essendo già sul luogo potrebbe segnalare i problemi più velocemente alle forze dell’ordine.

Mi piacerebbe, oltre alle proposte fatte nella sezione turismo, dare ai commercianti la possibilità di organizzare piccoli eventi nelle vie. Specialmente nei tempi morti senza manifestazioni di rilievo in città.
Per esempio concedere di creare delle proprie piccole feste di quartiere, richiamando sia la propria clientela che nuove persone. Il tutto va detto sempre nel rispetto degli orari.

Alcuni spunti potrebbero essere questi.
Come dicevo inizialmente sarà spesso aggiornata questa parte.

Questo è solo l’inizio…

La Movida a Ferrara è morta?
Sicuramente abbiamo passato anni bui, anni di proteste sacrosante, anni di contestazione, di maleducazione, di bottiglie, lattine e anche imbrattamenti, di degrado nel nostro centro storico, perfino sullo splendido scalone del Palazzo Comunale.
Ma Ferrara non è soltanto questo, è fatta anche di persone che amano divertirsi nel rispetto degli altri e del centro storico e dei bar, enoteche, ristoranti, pubblici esercizi e luoghi dello svago.

Abbiamo passato anni a criticare tutto questo, anche giustamente, ne sono convinto.
Preso atto del problema, però, occorre adottare strategie pratiche e valide, e comprendere che il proibizionismo, la chiusura dei locali, non rappresentano la soluzione, bensì la grave perdita del business rappresentato dalla Movida in una città universitaria giovane e dinamica come vuole essere Ferrara.
Questo è un rischio che non si può correre!

Ho fatto una ricerca on-line sulla movida a Ferrara, per comprendere come questa viene percepita dai cittadini. L’orientamento generale dei commenti sul tema movida è più o meno questo: Ferrara è una città molto tranquilla, a misura d’uomo, senza una sfrenata movida notturna; la zona di gran lunga più frequentata è quella del centro storico, da Piazza Duomo in poi, popolata soprattutto dagli studenti universitari (una volta era il mercoledì sera, quando tutte le strade e le viuzze si animavano fino alle tarde ore della mattina con giovani di tutte le età).
Se di primo acchito un commento come questo può sembrare positivo, e tutto sommato ci rispecchia, mi chiedo però: è questa la strategia vincente per fronteggiare la crisi economica?
È in questo modo che gli esercizi pubblici lavorano e quindi riescono a tenere aperti i locali?
Perché le parole “città molto tranquilla” mi fanno rabbrividire?
Non voglio essere frainteso, mi sto riferendo a una tranquillità in senso di offerta economica, che chiaramente deve fare i conti con una offerta piatta, e poco stimolante.
Non è mai un caso quando le cose funzionano, quando ci sono intrattenimenti, spettacoli, musica live, scrittori, artisti… Quando non c’è noia, quando c’è intrattenimento intelligente, quando ci sono le regole, allora c’è Movida: allora c’è gente che ha voglia di divertirsi nella maniera giusta, senza dannosi eccessi.
Chiaramente non possiamo paragonare Ferrara alle grandi città metropolitane. Però possiamo studiare la Movida che queste ospitano, per capire cosa questa rappresenti a livello potenziale anche per realtà più piccole e poter quantificare economicamente il relativo giro economico. Cercando sul panorama regionale, possiamo osservare la città di Rimini, dove la movida muove un giro da 1,2 miliardi di euro – comprensivo di attività commerciali, ricettive, di ristorazione ed eventi (per l’esattezza si tratta di 1.153.144.690 euro, secondo un’analisi condotta dalla Camera di commercio di Milano-Monza-Brianza-Lodi sui dati del Registro delle Imprese 2018 e 2017, che ha preso in considerazione i ricavi del settore, il numero di imprese attive e i lavoratori complessivamente impegnati).

Nel 2018 l’ente camerale lombardo ha calcolato che in provincia di Rimini gli addetti delle imprese legate alla movida sono quasi 42mila (41.987), con una netta crescita rispetto all’anno precedente quando gli occupati erano 38.463.
Il commento dell’assessore alle attività economiche Jamil Sadegholvaad di Rimini riassume in pieno cosa significhi Movida e cosa comporti oggi l’aver costruito un impianto economico forte e vincente: “Questa analisi della Camera di commercio milanese conferma l’assoluto valore economico di un settore che ancora troppo spesso viene percepito come effimero oppure secondario, ma che in realtà rappresenta con la sua complessa articolazione un vero e proprio settore industriale dall’altissima potenzialità e in forte espansione. Inutile ribadire come per Rimini l’importanza di questo particolare comparto sia maggiore rispetto ad altre realtà: sull’intrattenimento, sul tempo libero, sul benessere e sul divertimento Rimini costruisce da sempre parte della sua attrattività, quel ‘clima’ che la rende unica e che la distingue dalle altre città. Il nostro ‘software’ quindi, costruito dall’interazione del pubblico con lo storico dinamismo dei nostri operatori privati, è parte integrante della nostra offerta ed è per questo che va riaffermato e consolidato. Bisogna lavorare in prospettiva perché anche queste attività superino la stagionalità per diventare annuali e per garantire sempre l’indispensabile equilibrio tra la ‘movida’ e i ritmi di chi Rimini la vive 365 giorni all’anno, equilibrio che fa di Rimini una città apprezzata nel complesso per la sua vivibilità” (fonte: Romagna Noi 17/08/2018).

E noi? E Ferrara?

Negli anni scorsi si è parlato di Movida, ma la spinta non deve essere solo delle associazioni di categoria, non si possono sempre chiedere sacrifici ai soliti.
Il Comune, le amministrazioni devono fare la loro parte, bisogna creare le condizioni, bisogna cambiare marcia, dobbiamo rendere l’offerta interessante.
La strategia per centrare il risultato c’è, è alla nostra portata, perché Ferrara ha le potenzialità per farcela.

Ma bisogna passare velocemente ai fatti.