NO ALLA VIVISEZIONE SU CANI E GATTI RANDAGI A FERRARA

Una delle mie aree di esperienza riguarda gli ANIMALI ed in proposito non si può ignorare il tema, purtroppo sempre attuale, della vivisezione, che oggi si teme possa arrivare estendersi perfino ai cani e gatti randagi ed ai primati

Voglio esprimere il mio profondo disaccordo con l’ipotesi di cancellazione del D.Lgs. 26 del 2014, grazie al quale l’Italia ha introdotto dei miglioramenti nella tutela degli animali, rispetto alla Direttiva UE 63/2010.
Una tale scellerata richiesta proviene da gruppi farmaceutici ed economici ed ha avuto in data 12 marzo 2019 l’approvazione della 12a commissione permanente “Igiene e Sanità”.
Se effettivamente venisse abolito il D.Lgs 26 del 2014 e si recepisse la Direttiva 63/2010/UE “in toto”, ne risulterebbe un quadro di questo tipo:

  1. POTREBBE ESSERE AUTORIZZATO IN DEROGA l’utilizzo per la sperimentazione di “animali randagi e
    selvatici delle specie domestiche”, quindi anche i cani e gatti randagi.
  2. SAREBBE POSSIBILE ALLEVARE PRIMATI NON UMANI, CANI E GATTI PER LA SPERIMENTAZIONE
    ANIMALE, con la conseguente nascita di altri allevamenti di animali, destinati alle industrie farmaceutiche e
    ai laboratori di sperimentazione animale (come ad esempio Harlan e Green Hill). Dal commercio di animali
    che ne deriverebbe, risulterebbe un incremento della sperimentazione animale in Italia e in EU, in netto
    contrasto con gli obbiettivi della Direttiva di arrivare a sostituire gli animali nella ricerca.
  3. SAREBBE POSSIBILE ANCHE FARE ESPERIMENTI CHE CAUSANO DOLORE INTENSO AGLI
    ANIMALI, SENZA UTILIZZO DI ANESTESIA, per via della cancellazione dell’art. 14 del D.Lgs n.26/2014.
  4. SAREBBE INOLTRE POSSIBILE USARE GLI ANIMALI PER ESPERIMENTI BELLICI, PER RICERCHE
    SU SOSTANZE D’ABUSO E PER FARE TRAPIANTI DI ORGANI E TESSUTI TRA SPECIE DIVERSE
    (xenotrapianti: trapianti di organi di animali ad altri animali e all’uomo), negli ambiti sperimentali ED ANCHE
    IN ESERCITAZIONI DIDATTICHE in ambito medico veterinario.

Qualche numero

Nel solo 2017 il numero di animali uccisi al fine della sperimentazione cosiddetta “scientifica” è stato di 575.352.

Di questi, 373 erano cani, ciascuno sottoposto a quasi 2 utilizzi prima di essere ucciso e subire l’espianto degli organi per l’utilizzo in altri esperimenti.
Sempre nel 2017, i primati uccisi sono stati 545 Macachi e purtroppo questo numero è aumentato rispetto agli anni precedenti.

La riduzione del numero di animali oggetto di vivisezione tra il 2017 e il 2016 è pari al 5%, e tra il 2017 e il 2015 è pari al 1,8%. Si tratta purtroppo di riduzioni annuali minime, che evidenziano come in Italia non si stiano ancora facendo progressi significativi nella sostituzione della sperimentazione animale con metodi di ricerca avanzati senza animali, che si basano ad esempio su tessuti e dati umani.

Ciò che occorre invece sostenere sono alternative valide per una efficace ricerca senza animali, l’unica dotata dei presupposti scientifici necessari. Occorre schierarsi con forza, al fine di sostenere la mentalità necessaria per determinare un reale progresso verso una ricerca dalle solide basi scientifiche, svolta con metodi evoluti e moderni, senza utilizzo di animali ma specifica e human-based, idonea a trovare cure per gli esseri umani.

Nella mia visione da candidato al Consiglio Comunale, Ferrara deve compiere un grande salto di qualità, anche in questo ambito, e proporsi e proporre un modello di città più evoluta, anche perché realmente petfriendly.
Gli animali ospitati presso il Canile Comunale, la Lega Nazionale del Cane e il Gattile Comunale, oltre a tutti gli altri centri di accoglienza e raccolta di animali randagi o feriti, MAI E POI MAI dovranno diventare merce di scambio.