Ferrara è una città meravigliosa, che tutti noi amiamo…

Architettonicamente è un salotto a cielo aperto, ma anche una città medioevale; abbiamo il ghetto ebraico, ma siamo anche la prima città moderna d’Europa e del mondo grazie all’opera di urbanizzazione operata da Biagio Rossetti, che rappresenta il primo esempio di razionalizzazione degli spazi cittadini mai realizzata dall’uomo.
Tutta questa bellezza non esiste grazie a noi, cittadini di oggi: ci è stata tramandata dalla storia, è la nostra eredità. Cosa possiamo fare noi, ferraresi “moderni”, per prenderci cura di questo lascito? Come affrontiamo questa meravigliosa responsabilità?
L’ambizione mia e del mio gruppo di lavoro è quella di valorizzare ancora più intensamente ed efficacemente questo patrimonio; imprimere sul territorio una vera crescita; introdurre un nuovo spirito critico, che non sia meramente autoreferenziale, ma sia capace di apportare quell’innovazione ed apertura mentale che ad oggi appaiono carenti. Perché il nostro territorio è sicuramente amato da tutte le coalizioni che si presentano per queste elezioni comunali, e non è certo mia intenzione spazzare via quanto è già stato fatto
negli ultimi decenni.
Al contrario.

Ma tutto questo ancora non basta!

Non possiamo continuare a crogiolarci in risultati parziali o deludenti, spacciandoli per dei successi. Il Castello Estense nel 2018 ha totalizzato 200.000 visitatori, contro i 300.000 del Palazzo Ducale di Mantova. Questo raffronto deve farci impallidire e rabbrividire, invece di essere motivo di vanto! È mia intenzione confermare gli eventi già esistenti e dove possibile migliorarli, in un’ottica di continuità ma anche di valorizzazione e innovazione.
Due sono le aree tematiche di questo percorso: il centro cittadino e la sua integrazione con il territorio circostante.

Il centro cittadino

La realizzazione di percorsi museali ed artistici più articolati ed interessanti; la messa a punto di un ricco calendario di attività, che preveda sia la valorizzazione degli eventi annuali già esistenti (quali il Buskers Festival, Internazionale, il Baloon Festival, Palio Estense, e così via), che la creazione di eventi nuovi e soprattutto innovativi, avranno il compito di attirare i turisti, ma anche di fare tornare in centro il cittadino “pigro” o ancora poco coinvolto. Tutti vogliono dei motivi, e noi glieli daremo!

Alcuni esempi concreti:

Ritengo possibile realizzare una maggiore integrazione del Buskers Festival con le attività dei commercianti della città. A questo scopo, occorre impostare un giusto equilibrio tra commercianti e ambulanti; creare varietà e ampliare l’offerta di intrattenimento, anche mediante attività trasversali o di carattere minore, ma sempre interessanti, che creino diversità e ricchezza della nostra offerta attraverso percorsi che invitino ad esplorare anche le vie meno centrali. Questo evento potrà divenire una opportunità economica per più ampie aree della città, consentendo di accrescere le risorse e potenziare l’organizzazione delle edizioni susseguenti.

Fra le idee innovative che desidero proporre per la nostra Ferrara, invece, c’è la realizzazione di un Festival del “Video Mapping“: illuminare i principali monumenti della città, palazzi e chiese, proiettando sulla facciata la storia completa di quell’edificio, la sua partecipazione all’evolversi degli eventi del Ducato Estense. Si creerebbe un percorso espositivo all’aperto, di indubbio interesse artistico e bellezza; un flusso lento di persone che, passeggiando per l’intera città, possono fermarsi ad ascoltare e guardare la storia del
monumento. Il tutto naturalmente a vantaggio dell’economia cittadina. Inutile dire l’impatto visivo e l’attenzione mediatica che potrebbero derivare da questa manifestazione, perché non è mai stato fatto in Italia un “video mapping” così esteso a tutte le vie.

Un’altra proposta che mi sento di sostenere è la realizzazione di un Festival della fotografia, che potrebbe sembrare un’idea poco innovativa, ma in realtà rappresenta un tema sempre centrale in ogni lavoro multimediale. L’interesse che l’evento potrebbe generare, anche in questo caso, dipende dagli artisti che riusciremo a invitare – e noi abbiamo già instaurato contatti con artisti di calibro internazionale.
E perché non fare qualcosa in collaborazione con l’orto-botanico e i vivai privati della provincia. Pensate al centro storico pieno di piante, alberi, cespugli, ecc… un Festival del Verde, dove le persone si possono immergere in una foresta cittadina.

O, ancora, un festival della Preistoria in collaborazione con il museo di Storia Naturale, e il dipartimento di Paleontologia, con applicazioni di dinosauri a grandezza naturale collocati nel Parco Massari. Non voglio fare confronti azzardati tra la nostra biblioteca comunale e altri centri in Italia e all’estero. Ma la parola biblioteca nel 2019 è un termine che ne definisce le peculiarità, ma è ancora riduttivo nella sostanza.

Le biblioteche devono svecchiare seguendo l’evolversi dei tempi. La biblioteca deve evolversi in un Centro Culturale. Deve essere non solo un archivio di libri, non si devono solo fare presentazioni di libri, ma un punto di riferimento per attività culturali.
In una biblioteca si ha bisogno di silenzio, di musica, di sedersi, di passeggiare, di osservare, di pensare, di leggere cose scritte da altri, ma anche immergesi in una applicazione artistica mentre ci si riposa dopo una lettura di un libro. C’è bisogno di un Centro Culturale per il cittadino, ma anche per il turista.
Oggi quanti turisti passano dalla biblioteca? Quanti vengono a Ferrara scegliendo come meta una visita in biblioteca? Durante la visita si fermerebbe a consumare qualcosa? Comprerebbe qualcosa al bookshop? Come si può vedere, voglio più cultura, e creare un indotto intorno alla cultura.

Ancora, le potenzialità turistiche del Castello Estense – prima roccaforte poi dimora elegante, unico esempio con un fossato pieno d’acqua posto al centro della città – sono innumerevoli. Non vogliamo limitarci al classico percorso attraverso le sue sale, ma vogliamo fare di più: il monumento simbolo della città estense deve diventare un centro di attrazione culturale, uno spazio museale dinamico, accessibile a nuove idee e sempre più fruibile. Le sue sale possono accogliere una mostra Biennale di arte moderna, per esempio; e si possono alternare allestimenti di architettura in sinergia con la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, o altre esposizioni temporanee. Questi ambienti possono fungere da cornice per convegni, concerti e attività culturali di vario genere. Riuscite ad immaginare quale macchina si viene a creare con una biennale di arte moderna? Artisti internazionali, collaborazioni con l’Istituto d’Arte di Ferrara e con la Facoltà di Architettura, applicazioni in Castello, nelle piazze, nei parchi, nei giardini,
negli alberghi e anche in residenze private patrocinate per l’evento…

Il tutto però – e questo è veramente il fulcro del mio pensiero – gestito con spirito manageriale. Vogliamo fare tornare a vivere il Castello!

Cosa intendo per spirito manageriale?

Percorsi turistici innovativi o rinnovati, devono sostenere le attività esistenti, ma anche creare nuovi posti di lavoro. Voglio pensare ai commercianti e ai lavoratori della città, ma anche e finalmente ai giovani disoccupati, che non devono vedere le loro opportunità assorbite da persone che già percepiscono un reddito, né sentirsi offrire solamente attività di volontariato.
Voglio lavorare affinché il turismo ferrarese diventi una concreta opportunità per i giovani di inserirsi nel mondo del lavoro. E poi un team che lavori solo sulla comunicazione, internet, facebook, indicizzazione, marketing, grafici, pubblicitari… stiamo parlando di professionalità, stiamo parlando di lavoro che crea lavoro.
Dobbiamo creare un “marchio” Ferrara.

Il territorio circostante

La città deve lavorare in maniera organica e sinergica con l’intero territorio, come già si sta cercando di fare da alcuni anni (vedi l’impegno del consorzio Visit Ferrara ed altri). Ma dobbiamo mettere in campo un’azione molto più efficace, rispetto a quanto avviene oggi. La Città Estense, frutto di secoli di storia, deve essere valorizzata e divenire sempre più fruibile, moderna, agile e smart.

Promuoviamo il nostro territorio affinché tutta la sua bellezza abbia sempre più impatto sull’immaginario collettivo. La nostra attività promozionale non deve solo invitare le persone a venire a Ferrara, ma deve fare sognare, deve trasmettere i silenzi della nostra città, la fragranza delle coppie di pane che emana dai nostri forni, la veduta della campagna che si distende dalle Mura, l’imponenza del Castello Estense, l’unicità del paesaggio del delta del Po dove potere fare indimenticabili gite in barca, in bicicletta, a cavallo…
Promuoviamo Ferrara non soltanto come luogo ma, più ampiamente, come esperienza – artistica, storica, architettonica, culinaria e naturalistica. I monumenti di Ferrara non dovranno essere un peso economico, una zavorra per i cittadini: insieme troveremo risorse e idee per sponsorizzarli e creare economia sviluppando ed affinando una concezione moderna di vacanza, dove mete artistiche e naturalistiche creano una potente sinergia e sono tante e tali da indurre il turista magari a fermarsi per più giorni.
E in tutto questo i turisti si potranno muovere in bicicletta. Lanceremo un bike sharing vero, torneremo ad essere la città della biciclette, facendo concorrenza alle città del Nord Europa. La bicicletta non solo ci deve rappresentare, ma deve diventare una ulteriore possibilità economica per Ferrara, poiché il servizio di bike sharing prevede meccanici, ritiro bici per manutenzione, controllo parco bici; tutto questo a servizio di ferraresi e turisti e a beneficio della salubrità dell’aria della città.

Ecco quindi che sorgeranno percorsi turistici all-inclusive: biglietto d’ingresso al castello, al Palazzo dei Diamanti, alla pinacoteca, al museo archeologico e/o alle varie mostre della città… ma anche visita guidata in bici alla città e ai suoi monumenti, ai luoghi del cibo (osteria, ristorante, ma anche forno e pasticceria tipica). Il turista potrà fare tutte queste cose in solo giorno? No! Impossibile, dovrà per forza organizzare una vacanza più lunga. Vogliamo creare un’idea nuova di città e, perché no, anche prendere spunto da nuove realtà. Non dico che in pochi mesi si possa realizzare tutto, ma finché continueremo a rimanere nella nostra comfort-zone le cose rimarranno sempre e solo delle idee. Vogliamo rendere evidente la nostra identità di piccola città, sicura e vivibile. Quale tipo di esperienza vogliamo trasmettere al turista? Vogliamo che si senta alla CORTE ESTENSE mentre sfreccia con la sua bici in PIAZZA